Cos’è la musicoterapia e perchè la musica ci fa bene

Che cos’è?

La maggior difficoltà che trova un professionista della musicoterapia è diffondere gli obiettivi della propria disciplina. E’ naturale che ci sia confusione nella comprensione della materia in questione dovuta all’intersezione delle varie discipline che la compongono: musica, psicologia, psichiatria, neurofisiopatologia ed espressione corporale possono considerarsi basilari mentre altri contenuti possono provenire da discipline orientali, etnomusicologia, antropologia, psicoacustica e così via. Il risultato è una musicoterapia multiforme a seconda dell’impronta che ha voluto incidere il professionista della disciplina.

Personalmente considero che la musicoterapia deve assecondare i paradigmi culturali nei quali esiste. Essendo noi di cultura occidentale dovremmo approfondire i concetti che ci identificano sostenuti dalla scienza, la musica occidentale e la psicologia insieme al concetto di salute e malattia. L’essere umano è un essere sociale perciò viene condizionato dalla società e la cultura nelle quali è immerso.

Analizzando la parola musicoterapia, troviamo che essa è composta da due parole: musica e terapia.

La Musica

Potrebbe considerarsi ovvio come analisi ma se la musica è un linguaggio, chi esercita la musicoterapia dovrebbe essere un professionista che domina questo linguaggio. La musica è la risorsa basilare della disciplina e il musicoterapeuta deve conoscerla in profondità. Principalmente deve suonare uno strumento che gli permetta di accompagnare ritmica, melodica e armonicamente le produzioni sonore dei suoi pazienti; trasportare la tonalità dei brani a seconda delle possibilità del paziente (vocali ad esempio), improvvisare, scrivere e comporre musica. La comprensione approfondita del linguaggio musicale deve essere sostenuta dalla capacità di “vivere” la musica, concetto vicino alla psicologia della Gestalt .

La terapia

La parola terapia sottolinea la funzione di benessere che deve raggiungere il percorso musicoterapeutico. Questa funzione ha le sue radici nella comprensione delle dinamiche delle emozioni e come possono manifestarsi sonoramente. Per questo motivo il contenuto musicale è superato dall’introduzione di tutto ciò che sia rappresentabile attraverso il suono, il rumore e incluso il silenzio. Il musicoterapeuta si concentrerà sull’ascolto di determinate caratteristiche del discorso sonoro ad esempio il registro vocale che usa il paziente per esprimersi, la prevalenza di materiale ritmico o melodico, i tempi di attesa per ottenere una risposta agli stimoli, la capacità di posticipare i bisogni oppure la capacità di capire i propri bisogni ed esprimerli, ecc.

Principalmente il musicoterapeuta deve ascoltare il significato del materiale sonoro caricato dall’impronta personale del paziente e così incanalare la sua espressione nel migliore modo possibile.

Questo speciale ascolto musicoterapeutico sposta l’attenzione dal puro elemento sonoro al messaggio sonoro, al significato del materiale sonoro. Allora possiamo capire che la musicoterapia eccede la finalità estetica musicale per dare precedenza alla comunicazione.

Quando è consigliata la musicoterapia?

Nella pratica, la musicoterapia viene consigliata particolarmente quando la comunicazione verbale è ostacolata da qualche patologia, sia nell’infanzia sia nell’età adulta e anziana.

Nel cervello danneggiato lo stimolo musicale va a funzionare lì dove ci sono i neuroni sani compensando le capacità perse perché nel fare e ascoltare musica vengono coinvolti più centri neuronali. In questo modo la musicoterapia funziona come stimolo per accrescere le possibilità comunicative ed espressive di una persona a qualsiasi età. Nel caso particolare delle demenze può sostenere emotivamente chi soffre ma allo stesso tempo rallentare il corso della malattia.

Altre patologie nelle quali può intervenire la musicoterapia sono: lo spettro autistico, balbuzie, problemi relazionali-emozionali, ansia, stress.

Per ultimo ma non meno importante sono le situazioni nelle quali si cerca benessere senza nessun tipo di patologia preesistente e la musicoterapia può donare questo benessere a donne incinte (programma di stimolazione fetale e benessere materno e paterno, preparazione al parto diviso in 3 trimestri) e persone di tutte le età.